e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o

Just another WordPress.com site

  • Info

PARTE OTTAVA La rivoluzione informatica dell’architettura. Dopo il 2001 Da Ground Zero a oggi

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 8 maggio 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

46 – Nel testo il Prof. Saggio individua nell’Information Tecnology lo strumento con cui affrontare la crisi contemporanea. Come dovrebbe essere utilizzato questo strumento?

A – per progettare le case interattive dei ricchissimi

B – per realizzare effimere performance psichedeliche

C – per comporre complesse manipolazioni formali

D – per usare le risorse in modo consapevole

E – per trasformare la “crisi in valore”

 

47 – La digitalizzazione anche in architettura si traduce con la presenza dello schermo. Qual è il valore che l’autore del testo gli attribuisce?

A – lo schermo è superficiale bidimensionale

B – lo schermo è dotato di profondità di significato: illusionistiche, interattive, intelligenti, informative

C – lo schermo protegge dai raggi solari

D – lo schermo è elemento altamente tecnologico che trasmette energia

E – lo schermo è superficie decorativa

 

48 – Oltre a Peter Eisenman, quale architetto o gruppo di progettazione ha contribuito alla ricerca sull’uso del diagramma come tecnica di modellazione?

A – Morphosis

B – Jean Nouvel

C – Ben van Berkel, UN Studio

D – Herzog & De Meuron

E – Enric Miralles e Benedetta Tagliabue

 

49 – In quale paragrafo l’autore di Architettura e Modernità sceglie di introdurre la presentazione del lavoro di Zaha Hadid?

A – diagrammi abitati

B – la digitalizzazione

C – paesaggi informatici

D – modelli informatici

E – architettura infrastruttura

 

50 – Su cosa si basa la ricerca progettuale di Toyo Ito, Andrea Branzi e Masato Araya nel Forum per la Musica e la Danza a Gent del 2004?

A – sulla composizione per griglia regolare

B – sulla separazione tra spazi sonori e multifunzionali che si ripete senza modifiche ai vari piani

C – sulla variazione della sezione

D – sulla deformazione in pianta

E – sullo strumento della griglia emergente con cui lavora, contemporaneamente, su pianta e sezioni

PARTE SESTA Gli anni dei contesti e dei palinsesti: 1978-87

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 24 aprile 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

36 – La ricerca di Franco Purini si articola attraverso una tensione tra opposti: la visione razionale e illuminata di Ledoux e Laugier e quella introversa e drammatica di Piranesi. Come si ripercuote questo dualismo nelle sue architetture?

A – attraverso la riflessione sul tema del rudere

B – attraverso l’architettura disegnata

C – attraverso una profonda attenzione al contesto e alle sue stratificazioni

D – attraverso la centralità della storia

E – attraverso le sue incisioni

37 – L’origine del lavoro di Zaha Hadid è la grafica pittorica che dall’arte diventa ipotesi di architettura. Su cosa si basa questa trasposizione dall’arte al progetto?

A – sul concetto di layer

B – sulla costruzione di uno spazio mentale

C – sul rapporto sfondo-figura

D – sulla demarcazione dei piani che slittano sullo sfondo

E – sull’astrazione

38 – L’architettura di Ghery:

A – è la ricerca del senso della costruzione

B – si basa sullo studio delle tessiture paesaggistiche

C – è interessata al rapporto architettura-decorazione

D – si rivolge ad mondo aulico

E – si rivolge ad mondo efficiente e razionale

39 – Portoghesi in Roma Interrotta:

A – elabora la proposta più innovativa

B – studia la coincidenza tra la morfologia urbana e il suo sviluppo

C – studia la coincidenza tra la natura originaria dei luoghi e progetto

D – studia la relazione tra spazio interno ed esterno della Roma costruita

E – propone una ricerca come tema generale della mostra

40 – In questi anni il contesto in cui nasce un’architettura entra con forza nel progetto:

A – assistiamo ad una fase di omogeneizzazione della soluzioni

B – vengono codificati dei modelli di riferimento per progettare lo spazio pubblico

C – si preferiscono le soluzioni caso per caso

D – si impone il linguaggio esistente

E – si prediligono operazioni di astrazione dal luogo

ROMA INTERROTTA, incontro con Paolo Portoghesi

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 23 aprile 2012
Posted in: APPROFONDIMENTI. Lascia un commento

Il tema di Roma Interrotta e gli stessi progetti presentati erano pervasi da una forte componente critica e utopica che rinnegava le speculazioni avvenute sul suolo romano per riflettere sulle occasioni mancate e sulla proiezione nel futuro. Il Suo approccio progettuale testimonia l’importanza di tornare alle origini per comprendere e ripensare l’assetto di un luogo: “questo ritorno all’ambiente fisico originario era anche il modo migliore per ritrovare il futuro nel passato, per ipotizzare un intervento nel cuore della città antica che potrebbe spostarsi, senza perdere significato, al margine della città nuova, dove spesso la natura è ancora quelle delle forre vergini di Roma prima di Roma”.

Le esperienze di Roma Interrotta ci insegnano, quindi, tre strumenti progettuali fondamentali: la critica come strumento di analisi, l’utopia e l’astrazione, per allontanarsi dalla realtà. Lei pensa che queste siano ancora le strategie progettuali per disegnare il futuro?

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

U N I T A’ – O R I Z Z O N T A L E

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 27 marzo 2012
Posted in: APPROFONDIMENTI. Lascia un commento
IMG_0036
IMG_0044
IMG_0046

IMG_0057
IMG_0063
tuscolano_pianta01


Questo testo vuole proporsi come una scheda da aggiungere “virtualmente” alla parte quarta del libro Architettura e modernità, nella sezione Dal Basso. Continuità e tessuti urbani in cui si aprono riflessioni importanti sulle alternative alle macrostrutture come possibilità di intervento sulla città. Emergono nuove tematiche che legano il progetto alle necessità di vita delle persone, alla ricerca di relazioni tra la città in crescita e l’ambiente preesistente, al concetto di densità.

Con questo breve intervento, vorrei segnalare l’importanza di un’opera realizzata a Roma, tra il 1950 e il 1954 da un architetto che da sfollato, negli anni della guerra, si ritirò nella sua terra d’origine, in provincia di Trento, dedicandosi allo studio delle tipologie abitative e che contribuì in maniera decisiva all’esperienza dell’Ina casa occupandosi della catalogazione dei tipi edilizi, verificandoli attraverso la pratica progettuale. Mi riferisco all’architetto Adalberto Libera, che progettò e realizzò l’unità d’abitazione orizzontale del Tuscolano.

Una piastra composta da diversi elementi aggregati come un unicum che si colloca a metà strada tra la dimensione dell’intero quartiere e la casa isolata. E’ un’architettura dal carattere mediterraneo che tiene conto, non solo dei fattori climatici, ma soprattutto del significato dell’abitare inteso come costume, come vita intima e come rapporto interfamiliare, tra i gruppi e la collettività.

“L’unità di abitazione – scriveva Libera – è l’organismo edilizio, nella sua espressione più completa, ed è, nel contempo, cellula dell’organismo urbanistico”.

L’unità d’abitazione non va considerata soltanto come il risultato dell’aggregazione di vari elementi ma è, essa stessa, elemento di aggregazione dell’ambiente urbano complessivo che si pone come struttura sociale.

Gli spazi esterni, il patio, la stradina il cortile, il giardino, il portico, l’ingresso sono tutti pensati in funzione della vita che fluisce dalla collettività, al nucleo familiare, e viceversa.

Gli alloggi sono dimensionati secondo tre variazioni: appartamenti per 4, 6 e 8 persone e sono studiati in modo da avere l’ambiente soggiorno fisso, con la zona notte che varia nel numero delle stanze.

L’unità d’abitazione esprime l’abitare nella concretezza dei diversi spazi attraverso una chiarezza compositiva che si manifesta attraverso l’uso di materiali diversi e delle proporzioni armoniche.

“Questo preciso distinguere, questo netto differenziare è forse il carattere di questa composizione: gli accordi armonici trovano rarissima applicazione”.

I patii sono intonacati di bianco, le pareti delle stradine sono tinte ognuna di un colore diverso e l’intero giardino è circoscritto in un muro di tufo. Il gruppo di 4 alloggi che forma l’unità aggregativa è inscrivibile in un rettangolo aureo, i patii degli alloggi da 6 persone sono due rettangoli aurei e i patii degli alloggi da 8 persone sono due quadrati.

Il luogo in cui si colloca appare assunto come dato di progetto che ha il ruolo di disegnare la conformazione del lotto. La disposizione planimetrica delle case segue le diverse giaciture mantenendo la perpendicolarità con il perimetro dell’isolato e collegandolo allo spazio comune attraverso un sistema di stradine.

Il paesaggio circostante è visibile soltanto quando le diverse giaciture si incontrano, formando spazi irregolari, o quando si sale sull’edificio a ballatoio.

Il quartiere in cui è collocata l’unità d’abitazione è oggi densamente abitato e parte integrante della struttura ben definita del tessuto urbano.

L’intervento di Libera credo sia la prima vera risposta al tema della trasformazione e dello sviluppo della città attraverso lo studio di una composizione in grado di oscillare tra la ricerca dell’unico e la composizione del molteplice. Infatti, questa architettura, si presenta oggi come uno dei frammenti che compongono la planimetria della città di Roma ponendosi a metà strada tra l’unità che essa esprime e la sua stessa capacità di essere una delle molteplici parti del tessuto urbano. Probabilmente, ancora oggi, la strategia compositiva basata sulla tipologia del frammento è ancora l’unica possibile.

PARTE QUARTA Gli anni del Big Bang: 1957-66

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 19 marzo 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

26 – Architecture without Architects, è un testo scritto da Rudofsky:

A – per indagare su una serie articolata di ambiti spaziali, in alternativa al funzionalismo

B – per indicare cinque categorie attraverso cui pensare la città

C – per indicare le ragioni del funzionalismo

D – per sottolineare il valore della costruzione come risultato del lavoro degli architetti

E – per sottolineare il valore della costruzione architettonica, in contrapposizione all’attività spontanea del popolo

27 – Nel testo si spiega quali fossero le idee fondative inefficaci che guidavano la realizzazione delle macrostrutture degli anni 60:

A – la mancanza contrapposizione tra spazi pubblici e privati

B – la compresenza di parametri discordanti posti alla base della progettazione

C – una progettazione dal basso

D – lo spazio vassoio e l’ideologia

E – il rifiuto dell’ideologia

28 – La New Babylon di Constant:

A – è un progetto funzionalista

B – è un progetto nato per risolvere problemi legati alla quantità

C – è un metodo progettuale che si basa sullo studio dell’organizzazione sociale

D – è un metodo progettuale che procede attraverso lo studio di casi isolati

E – è la città ludica

29 – Il lavoro di Robert Venturi:

A – si pone in continuità con quello di Louis Kahn

B – distrugge il paradigma di “coerenza” kahniano

C – è disperatamente funzionale

D – si pone come ricerca di coincidenza assoluta tra costruzione, forma e funzione

E – propone una stretta corrispondenza tra spazio e struttura

30 – Aldo Rossi:

A – propone la centralità della forma

B – si spinge verso la strada dell’innovazione

C – rifiuta l’idea dell’ “edilizia cittadina” di Piacentini

D – esclude la presenza di monumenti in contrapposizione al tessuto

E – non crede nel rapporto dialettico morfologia-tipologia previsto dalla città funzionalista

PARTE TERZA La ricostruzione del significato: 1945-56

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 18 marzo 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

17 – Di chi è la citazione: “Non lasciamo la funzione dettare l’organizzazione della pianta. Facciamo spazio invece per qualunque funzione”?

A – Mies

B – Aalto

C – Wright

D – Gropius

E – Le Corbusier

18 – Possiamo affermare:

A – che, nell’opera di Mies, la funzione determina un evento creativo

B – che la relazione tra funzione e composizione dello spazio è fondamentale nell’opera di Wright

C – che le architetture di Gropius non erano basate su un’organizzazione razionale delle funzioni

D – che il Guggenheim non è pensato in base alle funzioni da accogliere

E – che il meccanismo distributivo dei dormitori studenteschi di Aalto non comprende tutte le funzioni necessarie

19 – Gli appartamenti dell’Unità di abitazione di Marsiglia (1945-1952):

A – sono tutti duplex con doppia altezza interna

B – sono duplex e simplex

C – sono studiati con tre tipologie di tagli differenti

D – si affacciano su una corte interna

E – hanno un interpiano di 270 mt

20 – Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine:

A – è un’opera sintetica, impostata sul concetto di necessità

B – è un opera celebrativa

C – è il risultato del confronto tra i parenti delle vittime e i progettisti

D – è stato progettato da Angiolo Mazzoni

E – è stato progettato da Libeskind

21 – I principi che regolano le architetture di Louis Kahn, dagli anni 50 in poi, si fondano sull’insegnamento tratto da alcune architetture che ebbe la possibilità di studiare dal vivo:

A – le opere di Mies

B – le case di Walter Gropius e Marcel Breuer

C – l’architettura mediterranea

D – l’architettura americana post bellica

E – le architetture di Paul Cret

22 – Il significato dell’architettura kahniana è associabile a un’idea:

A – assoluta e internazionale

B – logica, legata all’ottimizzazione funzionale

C – individualistica, legata all’invenzione spaziale

D – di costruzione come atto sociale, collettivo e permanente

E – programmatica

23 – Come si risolve, nelle sue opere, il dualismo forma/funzione?

A – la forma segue la funzione

B – la forma è funzione

C – la forma dipende da un approccio pragmatico, legato alla funzione che ogni ambiente accoglie

D – forma e funzione sono un unicum

E – la forma è indipendente dalla funzione

24 – Lo spazio kahniano è:

A – circoscritto

B – aperto

C – discontinuo

D – indipendente dall’impianto strutturale

E – coincide con la struttura

25 – Gli elementi di continuità nelle composizioni di Kahn sono:

A – la struttura puntiforme

B – il muro pieno

C – la sospensione dell’edificio rispetto al suolo

D – il sistema trilitico

E – l’assemblaggio per parti

MAUSOLEO DELLE FOSSE ARDEATINE, 1944-1949

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 5 marzo 2012
Posted in: APPROFONDIMENTI. Lascia un commento

1
10
11

12
13
14

15
16
17

18
19
2

3
4
5

6
7
8

9

PARTE SECONDA L’età dell’individualità: 1929-39

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 21 febbraio 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

11 – Il concorso per il Palazzo delle Nazioni a Ginevra:

A – fu l’occasione per dimostrare il definitivo superamento dell’architettura accademica, a favore delle teorie del Movimento Moderno

B – fu vinto da Le Corbusier

C – portò alla realizzazione di uno stanco progetto accademico

D – parteciparono soltanto gli architetti modernisti

E – parteciparono soltanto gli architetti storicisti

12 – Negli anni trenta, come reagiscono gli architetti conseguentemente al crollo della borsa di Wall Street e quali problematiche sono chiamati ad affrontare?

A – si diffonde l’idea che la produzione meccanizzata in serie sia l’unica una strada vincete

B – si cerca di interpretare i principi del movimento moderno, non come delle regole ma come enzimi poetici

C – si percorre la strada della specificità

D – si continua a percorrere la strada dell’internazionalizzazione

E – nessuno tra questi

13 – Come viene descritto nel testo il Sanatorio antitubercolare di Alvar Aalto?

A – un’architettura bianca, splendente, igienicamente meccanica…è un’opera che indica una direzione nuova senza tradire i presupposti di una rivoluzione in atto

B – direzionato e sagomato da piani che non si uniscono mai, che fluiscono e si estendono

C – aperta, antiscatolare, processuale, non finita, perché queste sono le leggi profonde della creazione

D – le superfici curve entrano il contrasto con la linearità cubica dell’involucro

E – il primo corpo è prismatico, il secondo è curvilineo, mentre un è sollevato dal suolo l’altro vi è completamente appoggiato, mentre uno è completamente vetrato, l’altro è solido…

14 – Cosa succede nello stesso periodo in cui Aalto si afferma?

A – Le Corbusier costruisce il Palazzo delle Nazioni di Ginevra

B – Walter Gropius insegna al Bauhaus

C – Mies e Gropius sono emigrati in Nord America

D – Gropius costruisce il Bauhaus

E – Saarinen costruisce la Stazione di Helsinki

15 – Chi fu il curatore della mostra al MOMA di New York, del 1932?

A – Pieter Oud

B – Mies van der Rhoe

C – Le Corbusier

D – Philip Johnson

E – Sigfried Giedion

16 – Il Guggenheim è caratterizzato da:

A – un percorso chiuso all’interno di un volume prismatico

B – un percorso che diventa una rampa e si ripercuote all’esterno

C – un percorso ascensionale ma nascosto dalla facciata

D – un sistema espositivo convenzionale

E – un volume scatolare


PARTE PRIMA Gli anni della macchina: 1919-29

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 15 febbraio 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. Lascia un commento

1 _ In quale anno è stato pubblicato il testo Vers une architecture di Le Corbusier?

A – 1929

B – 1923

C – 1925

D – 1928

E – 1936

2 _ Chi è l’autore dell’opera Testa Meccanica. Lo spirito del nostro tempo?

A – Walter Gropius

B – Raoul Hausmann

C – Marcel Duchamp

D – Kurt Kranz

E – Giacomo Balla

3 _ Penetrazione, abbraccio, cumulo, montaggio, integrazione, intreccio, accoppiamento sono le tecniche compositive di assemblaggio proposte:

A – dal Futurismo

B – dal programma didattico del Bauhaus

C – dal Neoplasticismo

D – dall’ Espressionismo

E – dal programma didattico di Chernikov

4 _ Il Padiglione dell’Esprit Nouveau era:

A – una struttura espositiva progettata per l’esposizione di Stoccarda

B – un prototipo per una nuova concezione di appartamento

C – la casa di Ozenfant

D – un’architettura caratterizzata da grandi superfici trasparenti

E – nessuna tra queste

5 _ Da Ledoux a Le Corbusier, è un testo scritto da:

A – Robert Venturi

B – Colin Rowe

C – Emil Kaufmann

D – Le Corbusier

E – Peter Eisenman

6 _ Analizzando il progetto dei Magazzini Schocken di Erich Mendelsohn, che importanza occupa, all’interno della composizione, l’elemento del corpo scala principale?

A – si pone come nucleo centrale, attorno al quale ruota l’intero sistema dell’edificio

B – risolve la soluzione d’angolo, inserendosi come elemento in grado di rallentare l’andamento orizzontale della facciata, senza negarlo

C – è un elemento verticale che interrompe la facciata, aggettando sulla strada

D – è inserito in un volume completamente vetrato

E – non è visibile dall’esterno

7 _ Il sistema distributivo del Narkomfin:

A – è un corridoio interno alla stecca residenziale

B – è un percorso orizzontale, aperto, che mantiene inalterata la sua larghezza sviluppandosi lungo il perimetro dell’edificio

C – è a ballatoio e si ripete su ogni livello dell’edificio

D – è a ballatoio e si ripete ogni tre piani

E – non è a ballatoio

8 _ Attraverso quale progetto Mies si avvicina, per la prima volta, alla sperimentazione dello spazio totale?

A – Farnsworth House

B – Weissenhof Siedlung

C – Illinois Institute of Technology

D – Tugendhat House

E – la Villa in mattoni

9 _ Nel 1927, la seconda Esposizione del Werkbund fu la prima occasione in cui un vasto pubblico si confrontò con le idee dei nuovi architetti sul tema della casa. Affermiamo:

A – che vennero utilizzati sistemi di disegno digitale

B – che gli strumenti per sostenere le nuove sfide progettuali furono standardizzazione e zonizzazione

C – che gli architetti si opposero all’uso delle nuove tecniche costruttive

D – che Mendelsohn fu l’unico architetto tedesco a partecipare

E – che non era necessaria la progettazione di nuove case operaie

10 – A conclusione della lettura della prima parte del testo, riflettendo sul contributo fornito dalle Avanguardie del Novecento alla composizione dello spazio dell’architettura, possiamo dire:

A – che le sperimentazioni Neoplastiche sono quelle che hanno condotto Mies alla definizione di un sistema spaziale totale

B – che dall’analisi delle architetture di Mendelsohn non troviamo tracce della scomposizione del volume in piani

C – che la disaggregazione analitica dei volumi, propugnata dai costruttivisti, non era indispensabile per la comprensione analitica degli usi dei nuovi condensatori sociali

D – che le architetture di Mendelsohn non sono il risultato di un processo di fusione tra le parti

E – che le architetture di Le Corbusier sono caratterizzate da una spazialità curvilinea

Ciao mondo!!

Pubblicato da e l e n a M a t t i a _ a r c h i t e t t o in 15 febbraio 2012
Posted in: ARCHITETTURA e MODERNITA'. 1 commento

Welcome to WordPress.com. After you read this, you should delete and write your own post, with a new title above. Or hit Add New on the left (of the admin dashboard) to start a fresh post.

Here are some suggestions for your first post.

  1. You can find new ideas for what to blog about by reading the Daily Post.
  2. Add PressThis to your browser. It creates a new blog post for you about any interesting  page you read on the web.
  3. Make some changes to this page, and then hit preview on the right. You can always preview any post or edit it before you share it to the world.

Posts navigation

  • Articoli recenti

    • PARTE OTTAVA La rivoluzione informatica dell’architettura. Dopo il 2001 Da Ground Zero a oggi
    • PARTE SESTA Gli anni dei contesti e dei palinsesti: 1978-87
    • ROMA INTERROTTA, incontro con Paolo Portoghesi
    • U N I T A’ – O R I Z Z O N T A L E
    • PARTE QUARTA Gli anni del Big Bang: 1957-66
  • Archivi

    • maggio 2012
    • aprile 2012
    • marzo 2012
    • febbraio 2012
  • Categorie

    • APPROFONDIMENTI
    • ARCHITETTURA e MODERNITA'
Blog su WordPress.com. Tema: Parament by Automattic.
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Powered by WordPress.com